RFID: il futuro della micro-comunicazione

Avete mai notato che, da qui a qualche anno addietro, applicati sui prodotti più costosi che si trovano nei supermercati (anche gli alimentari, come il formaggio), sono applicate delle strane etichette con stampate sopra frasi ovvie tipo “conservare in frigo” o il nome del prodotto stesso? E avete notato che sotto la stampa di queste inutili scritte è presente una specie di serpentina metallica che, a guardarla bene, sembra inutile tanto quanto la scritta?

Invece no, perché state tenendo tra le mani un prodotto che è destinato a spopolare in tutto il mondo (come i CD, per intenderci).

Si chiama RFID, o meglio Radio Frequency Identification: quella piccola spirale di metallo inserita tra due fogli di carta può rispondere ad un determinato segnale radio, inviando, sempre tramite radiofrequenze, dati particolari, pre-inseriti nella stessa. Il tutto sfruttando l’energia assorbita dall’onda radio mittente.

Geniale. Ora fermatevi un istante e pensate a quanti soldi si sono fatti, stanno facendo e faranno quelli che l’hanno brevettata. A quanti usi (più meno utili, più o meno leciti) si possono trovare, a prezzi irrisori.

Non solo: questo è solo uno dei tanti modelli di RFID esistenti (esistono modelli più intelligenti, a batteria, che inviano una mole di dati esagerata).

Per chi volesse approfondire, cliccare qui.

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